Autocertificazione

Cos’è l’autocertificazione?
Le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono chiedere ai cittadini i certificati in tutti i casi in cui si può fare l’autocertificazione.
In pratica ognuno di noi può – sotto la propria responsabilità – attestare tutte le informazioni sul proprio stato di cittadino (dalla data di nascita alla residenza, dallo stato civile alla qualifica professionale) con una semplice dichiarazione firmata, non autenticata e senza bolli.
Ci sono pochi casi in cui non è possibile ricorrere all’autocertificazione ed è necessario presentare i tradizionali certificati: certificati sanitari, medici, veterinari, certificati di origine, di conformità CE, certificati di marchi e brevetti.
I privati (ad esempio banche, assicurazioni), notai e tribunali non sono obbligati ad accettare l’autocertificazione.

Cosa si può autocertificare?

  • Dati anagrafici e di stato civile (luogo e data di nascita, residenza, cittadinanza, ecc);
  • Titoli di studio, qualifiche professionali;
  • Situazione reddituale, economica e fiscale;
  • Posizione giuridica (legale rappresentante, tutore, curatore, ecc
  • Altri dati, come ad esempio lo stato di disoccupazione, la qualità di pensionato, ecc.

Come si fa l’autocertificazione?
Per sostituire i certificati basta una dichiarazione in carta semplice, firmata dall’interessato, senza autentica della firma e senza bollo.
L’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione) può anche essere inviata per posta o fax, o consegnata da un’altra persona. L’autocertificazione è definitiva e ha la stessa validità del certificato o dell’atto che sostituisce.